Soia: Pianta sacra

Soia: Pianta sacra

Il cibo ha una funzione cardinale per il nostro benessere e l’attenzione ad alcune sostanze, preziose per l’organismo, ha tradizione antichissima. Nel caso della soia, basti pensare che essa era definita “pianta sacra” dai Cinesi. Ma prima di iniziare a parlare della soia è doveroso fare una premessa: un singolo alimento non è in grado da solo né di provocare la malattia né di donare la salute: lo stato di benessere psico-fisico è la conseguenza dello stile di vita e del modus pensandi (lo sapete che le emozioni influenzano il sistema immunitario?) e inevitabilmente della genetica.

La soia (Glicine soja) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle leguminose. Rispetto ai legumi nostrani, presenta una ripartizione tra macronutrienti diversa, fino al 38% di proteine e al 18% di grassi, contro, rispettivamente, il 20% (proteine) e il 2% (grassi) di fagioli, ceci e lenticchie. Inoltre I fagioli di soia contengono buone quantità di vitamine B1, B2, B6, E e acido folico. Sono un’ottima fonte di fibre, la loro efficacia è principalmente dovuta alla proprietà di:

  • aumentare la massa fecale;
  • aumentare il contenuto di acqua delle feci;
  • diminuire il tempo di transito intestinale;
  • migliorare la tolleranza al glucosio;
  • aumentare la sensibilità all’insulina.

Questi effetti rendono i prodotti della soia utili in caso di stitichezza, diarrea e diabete. Inoltre, accanto all’apporto nutrizionale di alto valore, la soia contiene anche gli isoflavonoidi, ai quali è riconosciuta, rispettivamente, un’azione ipocolesterolizzante e di supporto alla produzione ormonale femminile.

Gli studi epidemiologici su popolazioni enormi, quali la cinese e la giapponese, che consumano una maggiore quantità di soia (circa 60 g al giorno) hanno dimostrato una marcata riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, di osteoporosi e di cancro rispetto alle popolazioni occidentali che hanno invece una alimentazione troppo ricca di grassi animali e proteine. I vantaggi garantiti dalla soia non finiscono qui: per le donne in pre-menopausa gli estrogeni vegetali presenti nella soia sembrano aiutare a ridurre gli effetti degli estrogeni umani; per le donne in post-menopausa la somministrazione di 40 g di proteine di soia al giorno migliora il contenuto minerale delle ossa e riduce la gravità dei sintomi della menopausa. In particolare aiutano a:

  1. ridurre i sintomi neurovegetativi (vampate di calore, sudorazioni notturne, disidratazione vaginale);
  2. ridurre la proliferazione dell’endometrio e della ghiandola mammaria e a migliorare la maturazione delle cellule vaginali. 
Detto questo, ci sono alcune categorie di persone che dovrebbero stare molto più attente di altre a verificare la presenza di soia in ciò che mangiano ed evitare integratori a base di isoflavoni della soia: si tratta di bambini in età prepubere, donne con disregolazione ormonale endocrina (amenorrea, ovaio policistico, endometriosi), donne che soffrono o hanno sofferto di tumore al seno, persone che soffrono di patologie autoimmuni (celiachia, psoriasis, diabete I) o patologie tiroidee e soggetti asmatici o allergici.

Inoltre, essendo la soia un alimento particolarmente ricco di sostanze antinutrizionali e fitati (sostanze che interferiscono con l’assorbimento di minerali essenziali come calcio, magnesio, rame, ferro e specialmente zinco), è buona regola consumare soia fermentata (come tofu, miso, salsa di soia, tempeh) e fagioli di soia messi in ammollo e successivamente cotti o germogliati.

Altra nota da considerare è quella di consumare soia biologica per ridurre drasticamente la quota di soia OGM presente nell’alimento stesso.

Elenchiamo adesso i derivati commerciali della soia:

  • la farina di soia;
  • la carne di soia;
  • il latte di soia;
  • il miso;
  • il natto;
  • l’olio di soia;
  • lo shoyu;
  • il tempeh;
  • pane, pasta e fiocchi;
  • le noccioline di soia;
  • la lecitina di soia.

Alla luce di tutte le considerazioni fatte e visti i pro e i contro di questo meraviglioso alimento, è sempre utile applicare la regola del buonsenso: consumare prodotti a base di soia (meglio se germogliati, cotti o fermentati) massimo due volte alla settimana.

Non mangiare mai la stessa cosa tutti i giorni è la regola migliore da seguire, a mio parere, per “restare amici” di tutti gli alimenti. Non seguire le mode. Informarsi. Perché la salute è un bene prezioso.

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